La crisi dei mutui a livello
mondiale unitamente alla negativa congiuntura economica che ha interessato ed interessa tutti i settori dell’economia, ha determinato l’impossibilità per
molti di accedere al credito per poter costruire un patrimonio su cui fare
affidamento per il futuro.
Sempre più spesso accade di
avere a che fare con istituti di credito poco inclini a concedere prestiti o
mutui in assenza di garanzie ulteriori rispetto a quelle reddituali e
fideiussorie.
Tale situazione sta
determinando una stagnazione del mercato immobiliare in quanto, di fronte a
prezzi degli immobili ancora poco suscettibili di oscillazione, soprattutto per i giovani, è sempre più
difficile l’acquisto della prima casa.
Per tentare di porre rimedio
a questa situazione nel corso dell’ultimo anno stanno tornando in voga
strumenti già esistenti nel nostro ordinamento, ma che sino ad oggi hanno avuto
un’utilizzazione del tutto marginale.
Uno di tali strumenti è il cosiddetto
“affitto con il patto di futura vendita” o per dirla in stile anglo-americano
il “rent to buy”. Esso rappresenta, oggi, un modus alternativo per l’acquisto
di un immobile in mancanza di una immediata liquidità o in caso di difficoltà di
ottenimento di un finanziamento bancario.
Vediamo nel dettaglio il
funzionamento e la struttura di tale tipologia contrattuale.
Il contratto vede interessate
due parti:
il locatore/venditore
il conduttore /acquirente.
Tra le parti viene stipulato
un contratto misto in cui si conviene in un primo momento l’affitto (NDR: la
locazione) dell'immobile determinando il canone e ulteriori pattuizioni come in
un normale contratto di locazione, prevedendo in aggiunta che dopo il decorso
di un certo numero di anni il conduttore
possa rendersi acquirente dello stesso ad un prezzo prestabilito, considerando
parte dei canoni sino a tale momento versati quale acconto sul prezzo di
acquisto.
L'accordo, infatti, prevede
che i canoni di locazione siano maggiorati di una quota da accantonare e da
utilizzare in caso di esercizio del diritto di opzione per l'acquisto come
acconto prezzo. È anche possibile che tutto il canone di locazione sia imputato
ad acconto rateale del prezzo di vendita.
I vantaggi di questo accordo consistono
principalmente nel consentire al conduttore/acquirente di avere la
disponibilità immediata dell'immobile anche in assenza dell’intera cifra
necessaria per il suo acquisto e nel poter scegliere di acquistare l'immobile
stesso imputando il fondo accantonato a pagamento di una parte del prezzo. Per
il locatore/venditore tale strumento può risultare vantaggioso quando si mira
alla vendita del cespite e tuttavia si preferisce percepire una rendita
costante nel tempo, piuttosto che una somma di denaro da investire poi in altro
modo.
Ma quali sono i rischi?
I rischi principali cui il
rent to buy espone derivano dalla possibilità che l’immobile possa risultare gravato
da un'ipoteche o da pignoramenti precedente al contratto di locazione o anche
successivo o addirittura che il proprietario dell’immobile, ignorando gli
accordi assunti con il conduttore, lo venda a terzi.
Basti pensare che semplici
clausole di opzione inserire in un contratto di locazione, o la mera previsione
di riscatto in luogo di un obbligo all'acquisto, possono risultare non
trascrivibili presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.
Questo vuol dire che se il
contratto non è trascritto, ed è quindi privo di quella che si chiama la
pubblicità immobiliare, i creditori del venditore che iscrivono ipoteca o
pignoramento sull'immobile oggetto dell'affitto con patto di vendita sono
preferiti al conduttore che rischia di perdere i soldi già pagati e l'immobile.
I rimedi?
Per la stipula di tale
tipologia di contratto è opportuno rivolgersi ad un professionista in grado di
fornire i consigli necessari e svolgere (o far svolgere al professionista
scelto) tutti gli accertamenti del caso, al fine di verificare la presenza o
meno di vincoli ovvero di trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli. E’ infine
opportuno che si presti particolare attenzione alla redazione delle clausole
contrattuali, prevedendo strumenti di garanzia idonei a scongiurare i maggiori
rischi collegati a tale tipologia di operazione ed a rendere inefficaci
eventuali ipoteche, pignoramenti o altri pregiudizi costituiti tra la
sottoscrizione del contratto di locazione e il definitivo acquisto
dell’immobile.
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